
JUNGHEINRICH
Stoccatore elettrico a timone 1,0-1,2 t
Compatto, fino a 4.700 mm: il primo passo oltre il transpallet.
- Portata
- 1–1,2 t
- Alimentazione
- elettrico

Il passo successivo al transpallet: mette a scaffale i primi livelli senza l’ingombro di un frontale.

JUNGHEINRICH
Compatto, fino a 4.700 mm: il primo passo oltre il transpallet.

JUNGHEINRICH
Portate residue alte per impieghi intensivi, con controllo del sollevamento.

JUNGHEINRICH
Fino a 6 m di sollevamento, con pedana per l’operatore sui percorsi lunghi.

ANTON
Stoccatore elettrico 1,2 t con sollevamento a 2.522 mm e caricabatterie integrato.
Tutti i mezzi stoccatori elettrici a timone che trattiamo sono disponibili in vendita e a noleggio, con assistenza dalla nostra officina di Galatone e dalle officine mobili in provincia di Lecce, Brindisi e Taranto.
Lo stoccatore serve quando il transpallet non basta più — perché il materiale va messo a scaffale — ma un frontale sarebbe eccessivo: occupa spazio di manovra, costa di più e richiede una formazione diversa.
Copre bene i primi livelli di scaffalatura, fino a quote che dipendono dal modello, e lavora in corsie più strette di quelle richieste da un frontale a quattro ruote.
Con il timone l’operatore cammina accanto al mezzo: è la soluzione più compatta e più economica, adatta a magazzini raccolti e a cicli brevi.
Con l’operatore a bordo si guadagna sui percorsi: oltre i trenta o quaranta metri per ciclo la differenza sui tempi diventa evidente, e la fatica dell’operatore cala.
Come per i frontali, la portata dichiarata non è quella disponibile a tutte le altezze. Su uno stoccatore che arriva a sei metri la portata residua all’ultimo livello può essere sensibilmente inferiore a quella a terra.
È il motivo per cui la scelta del mezzo e quella della scaffalatura vanno fatte insieme: se l’ultimo livello è progettato per un peso che il mezzo non regge in quota, il livello è inutilizzabile.
Lo stoccatore ha montante fisso e serve i primi livelli in corsie di larghezza contenuta. Il retrattile sposta il montante in avanti, arriva molto più in alto e lavora in corsie strette, ma costa di più e richiede una pavimentazione in tolleranza.
Dipende dal modello e dal bancale movimentato. È una verifica che facciamo in sopralluogo, misurando corsia utile, altezza e spazi di manovra in testata: sono i tre dati che determinano quale mezzo può lavorarci.
Per le quote basse no, basta un pavimento in buono stato. Più si sale, più la planarità del pavimento incide sulla stabilità del carico in quota.
Peso, altezza, ambiente e ore di lavoro. Con quattro dati ti proponiamo una o due alternative concrete.