Salta al contenuto
Falco Servizi Industriali

Magazzino e logistica

Inventario di magazzino: perché non torna mai e come ridurre gli scostamenti

Le differenze inventariali raramente nascono al momento del conteggio. Nascono nei mesi prima, in quattro punti precisi del processo.

Ufficio tecnico FSI · Falco Servizi Industriali — Galatone (LE)
· aggiornato il · 3 min di lettura

Hai poco tempo? Guarda questa guida in breve: 6 passaggi a schermo pieno.

L'inventario è il momento in cui un magazzino scopre quanto si conosce. Se le differenze sono rilevanti, il problema non è il conteggio: è quello che è successo nei dodici mesi precedenti.

Da dove vengono davvero le differenze

1. Ubicazioni sbagliate. L'articolo c'è, ma non dove il sistema dice. In un conteggio a posizione risulta mancante in un punto e in eccesso in un altro, e i due errori raramente vengono associati. È la causa più frequente in assoluto.

2. Movimenti non registrati. Il prelievo urgente fatto «e poi lo segno», il reso rimesso a scaffale senza passare dal sistema, il campione dato al commerciale. Ognuno è trascurabile; sommati su un anno, no.

3. Unità di misura confuse. Pezzi, confezioni, bancali. È un classico degli articoli che si vendono sia a pezzo sia a collo, e produce scostamenti grandi con errori rari.

4. Merce danneggiata non dichiarata. Il bancale urtato, il collo caduto, il prodotto scaduto messo da parte «per decidere dopo». Fisicamente è uscito dal magazzino utilizzabile, contabilmente è ancora lì.

Nessuno di questi quattro punti si risolve contando meglio.

Periodico o rotativo

L'inventario periodico, tipicamente annuale, è quello richiesto ai fini civilistici e fiscali. Fotografa tutto in un momento unico e di solito richiede il fermo dell'attività.

L'inventario rotativo conta una porzione del magazzino a rotazione continua, con frequenza maggiore sugli articoli ad alta rotazione o di maggior valore. Non sostituisce quello periodico, ma cambia radicalmente il lavoro: gli scostamenti emergono quando la causa è ancora ricostruibile, non undici mesi dopo.

È il singolo intervento che nella nostra esperienza riduce di più le differenze inventariali, e non richiede investimenti in attrezzature: richiede disciplina e un criterio di selezione.

Preparare il conteggio

Tre cose fatte prima che valgono più di una giornata di conteggio in più.

Ubicazioni leggibili. Cartelli chiari su campate e livelli della scaffalatura, con una codifica comprensibile anche a chi non lavora lì tutti i giorni. Se chi conta deve interpretare, conta male.

Magazzino congelato. Nessun movimento durante il conteggio, o movimenti registrati su un'area separata e riconciliati dopo. Un'entrata merce a metà inventario compromette il lavoro di tutti.

Aree di sosta svuotate. Bancali in area di transito, resi in attesa e merce «da decidere» sono la fonte più comune di doppi conteggi e di articoli saltati.

Il punto che riguarda i mezzi

C'è un legame diretto tra accessibilità e affidabilità dell'inventario: ciò che non si raggiunge facilmente si conta male.

I livelli alti serviti con difficoltà, le campate in fondo alle corsie strette e le aree dove il mezzo giusto non entra sono anche quelle con più differenze. Non perché chi conta sia meno attento, ma perché il conteggio a vista da terra su un quarto livello è una stima, non una misura.

Se ogni anno le differenze si concentrano nelle stesse zone, vale la pena guardare come sono servite prima di attribuirle a disattenzione.

Dopo il conteggio: la parte che si salta sempre

Rettificare le quantità a sistema e chiudere è il modo più sicuro per ritrovarsi con le stesse differenze l'anno prossimo.

La domanda utile è: quali articoli hanno scostamenti ricorrenti? Se gli stessi codici sbagliano ogni anno, c'è una causa strutturale — un'unità di misura ambigua, un'ubicazione condivisa con un articolo simile, un processo di prelievo che salta la registrazione.

Cinque codici analizzati a fondo valgono più di cinquecento rettificati in blocco.

Quando conviene guardare il layout

Se le differenze si concentrano in zone precise, se il conteggio richiede molte più ore di quanto sembri ragionevole, o se ogni anno emergono articoli che nessuno sapeva di avere, il problema ha smesso di essere l'inventario.

È il momento in cui conviene guardare ubicazioni, rotazione e accessibilità insieme — ed è il lavoro che facciamo quando ci chiamano per «un magazzino che non si capisce più».

Continua a leggere

Vuoi una risposta sul tuo caso?

Portata, altezza, ambiente e ore di lavoro: con quattro dati ti diciamo cosa ha senso fare.

Chiama oraPreventivo