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Falco Servizi Industriali

Carrelli elevatori elettrici

L’elettrico ha senso quasi sempre al coperto e, con il litio, anche su turni lunghi senza cambio batteria. Sotto le 5 tonnellate copre ormai gran parte degli impieghi che dieci anni fa richiedevano un diesel.

  • Carrello elevatore elettrico AntOn CBH visto di tre quarti posteriore, livrea viola con logo anton by Jungheinrich

    ANTON

    AntOn CBH 2.0

    Frontale elettrico 2,0 t al litio. La via d’ingresso all’elettrico senza rinunciare alla rete di assistenza Jungheinrich.

    Portata
    2–2 t
    Alimentazione
    elettrico
  • Carrello elevatore elettrico AntOn CBH 2.5 di tre quarti posteriore, livrea viola, con la sigla del modello sul montante del tetto di protezione

    ANTON

    AntOn CBH 2.5

    Frontale elettrico 2,5 t al litio: la taglia più richiesta, nella versione elettrica d’ingresso.

    Portata
    2,5–2,5 t
    Alimentazione
    elettrico
  • Carrello elevatore elettrico AntOn CBH visto di tre quarti posteriore, livrea viola con logo anton by Jungheinrich

    ANTON

    AntOn CBH 3.0

    Frontale elettrico 3,0 t al litio, il più capace della gamma AntOn disponibile.

    Portata
    3–3 t
    Alimentazione
    elettrico

Tutti i mezzi carrelli elevatori elettrici che trattiamo sono disponibili in vendita e a noleggio, con assistenza dalla nostra officina di Galatone e dalle officine mobili in provincia di Lecce, Brindisi e Taranto.

Quando conviene l’elettrico

Il confine tra elettrico e termico si è spostato. Fino a cinque tonnellate, per il lavoro al coperto, l’elettrico copre oggi quasi tutti gli impieghi che dieci anni fa richiedevano un diesel: la differenza non la fa più la forza, ma l’autonomia e il tempo di ricarica.

Ci sono tre situazioni in cui la scelta è obbligata e non si discute: ambienti alimentari e farmaceutici, dove le emissioni allo scarico non sono ammesse; capannoni con ventilazione limitata; lavorazioni in cui il rumore del motore termico rende difficile comunicare tra operatori.

Piombo o litio: la domanda che cambia i conti

La batteria al piombo-acido costa meno all’acquisto, richiede un locale di ricarica ventilato, rabbocchi periodici e, sui turni lunghi, una seconda batteria con il relativo cambio. Quella al litio costa di più, non ha manutenzione, si ricarica in modo parziale durante le pause e non richiede un locale dedicato.

Il punto di pareggio dipende da quante ore lavora il mezzo. Sotto le quattro ore al giorno il piombo resta spesso la scelta più razionale; sopra le sei, o su doppio turno, il litio elimina il cambio batteria e il locale di ricarica, e il conto cambia. Sono i numeri che chiediamo prima di fare un’offerta.

Tre o quattro ruote

Il tre ruote ha un raggio di sterzata più stretto e lavora dove le corsie sono ridotte o le testate di corsia sono occupate. Il quattro ruote è più stabile sui fondi irregolari e regge meglio l’uso misto interno-esterno.

Se il mezzo esce sul piazzale anche solo per il carico dei camion, il quattro ruote è quasi sempre la scelta giusta.

Domande frequenti

Un carrello elettrico può lavorare all’esterno?

Sì, per il carico e scarico su piazzale pavimentato. Su fondi sconnessi, in pendenza o sotto la pioggia continuativa il termico resta più adatto: incidono la protezione dell’impianto elettrico e la trazione.

Quanto dura una batteria di trazione?

Dipende dai cicli di carica e dalla manutenzione. Una batteria al piombo trattata correttamente lavora diversi anni; il litio ha una vita a cicli più lunga. Quando le prestazioni calano valutiamo se conviene rigenerare la batteria esistente o sostituirla: dipende dallo stato degli elementi e dalle ore previste.

Serve un locale di ricarica dedicato?

Con le batterie al piombo sì, perché la ricarica produce gas e richiede ventilazione. Con il litio no: si ricarica dove lavora il mezzo, anche durante le pause.

Vuoi capire quale taglia ti serve?

Peso, altezza, ambiente e ore di lavoro. Con quattro dati ti proponiamo una o due alternative concrete.

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