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Falco Servizi Industriali

Movimentazione e carrelli

Carrello elevatore elettrico o diesel: come si sceglie davvero

Non è una questione di preferenza. Dipende da dove lavora il mezzo, quante ore al giorno e cosa ti costa fermarlo per ricaricarlo.

Ufficio tecnico FSI · Falco Servizi Industriali — Galatone (LE)
· aggiornato il · 3 min di lettura

Hai poco tempo? Guarda questa guida in breve: 6 passaggi a schermo pieno.

La domanda arriva quasi sempre così: «meglio elettrico o diesel?». È la domanda sbagliata, perché la risposta non dipende dalla macchina ma da come lavora la tua azienda. Ecco i quattro dati che usiamo quando ce lo chiedono.

1. Dove lavora il mezzo

È il criterio che decide più in fretta di tutti gli altri.

Se il carrello lavora al chiuso — magazzino, produzione, celle, alimentare — il diesel oggi è quasi sempre da escludere: emissioni allo scarico, rumore e obblighi di ventilazione lo rendono una scelta difficile da difendere. L'elettrico è la strada.

Se lavora all'aperto, su piazzali sconnessi, con pendenze o su terreno sterrato, il diesel resta competitivo, soprattutto sulle portate elevate. Un elettrico su fondo cedevole e con carichi pesanti consuma molto più di quanto si pensi.

Se lavora misto, e questo è il caso più frequente, si guarda la percentuale: sotto il 20-30% di tempo all'aperto, l'elettrico regge quasi sempre.

2. Quante ore al giorno

Un mezzo che lavora due o tre ore al giorno non ha alcun problema di autonomia: qualunque batteria copre il turno e si ricarica di notte.

Il problema nasce sopra le sei-sette ore continuative. Lì la scelta si sposta sulla tecnologia della batteria:

  • piombo-acido: costa meno, ma richiede ricarica lunga, locale dedicato e ventilazione. Su due turni serve il cambio batteria, quindi una seconda batteria e l'attrezzatura per sostituirla;
  • litio: costa di più all'acquisto ma si ricarica anche a colpi brevi durante le pause. Elimina il locale di ricarica e il cambio batteria.

È esattamente qui che i conti sono cambiati negli ultimi anni: molte aziende che avevano escluso l'elettrico per «problemi di autonomia» ragionavano su un vincolo che con il litio non esiste più.

3. La portata e l'altezza a cui devi arrivare

Sulle portate fino a 5 tonnellate l'elettrico oggi copre praticamente tutto. Sopra, il diesel resta la scelta prevalente.

Attenzione però al numero che conta sul lavoro, che non è la portata nominale ma la portata residua: quanto puoi sollevare all'altezza a cui devi effettivamente arrivare, con l'attrezzatura che monti. Due carrelli con la stessa targa possono comportarsi in modo molto diverso a sei metri.

4. Quanto ti costa fermarlo

Questa è la voce che non compare quasi mai nei confronti, ed è quella che pesa di più.

Un mezzo elettrico ha meno parti soggette a usura: niente filtri motore, niente cambi olio motore, meno interventi programmati. Un diesel ha costi di manutenzione più alti ma componenti diffusi e riparabili ovunque.

La domanda utile non è «quale costa meno all'anno» ma «cosa succede alla mia produzione se questo mezzo si ferma per due giorni». Se la risposta è «si ferma tutto», la scelta va fatta insieme al piano di manutenzione, non prima.

Come lo decidiamo insieme

Quando ci chiedi un preventivo, i dati che chiediamo sono sempre gli stessi quattro: peso da movimentare, altezza da raggiungere, dove lavora il mezzo, quante ore al giorno. Con quelli si arriva a una o due alternative concrete. Senza quelli, qualunque risposta è marketing.

Se stai valutando il passaggio all'elettrico su un mezzo che hai già, il noleggio a breve termine è un modo onesto per provarlo sul campo prima di decidere.

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