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Sicurezza e formazione

Patentino per carrelli elevatori: cosa dice la norma e chi deve farlo

Chi usa un carrello elevatore, anche solo occasionalmente, deve essere formato e abilitato. Ecco l'obbligo, la durata e cosa comprende il corso.

FSI Academy · Falco Servizi Industriali — Galatone (LE)
· aggiornato il · 2 min di lettura

Hai poco tempo? Guarda questa guida in breve: 6 passaggi a schermo pieno.

La domanda che riceviamo più spesso è: «il mio magazziniere usa il muletto dieci minuti al giorno, deve fare il corso?». Sì.

L'obbligo

Il riferimento è l'articolo 73, comma 5, del D.Lgs. 81/08, che individua le attrezzature per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori. I carrelli elevatori semoventi con conducente a bordo rientrano tra queste.

Per anni l'attuazione è stata l'Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012. Dal 17 aprile 2025 esiste un nuovo Accordo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 maggio 2025, il cui periodo transitorio si è concluso il 23 maggio 2026. Se stai leggendo un preventivo formativo o un attestato che cita ancora soltanto il 2012, è un segnale da verificare: molti materiali in circolazione non sono stati aggiornati.

L'obbligo formativo riguarda gli addetti che usano l'attrezzatura come mansione ordinaria o occasionale. Non c'è una soglia di minuti: se la usi, devi essere formato.

L'obbligo è in capo al datore di lavoro, che deve provvedere alla formazione e conservarne le evidenze.

Chi lo deve fare

  • gli operatori che conducono il carrello, anche saltuariamente;
  • i lavoratori di nuova assunzione, prima di essere messi al mezzo;
  • chi cambia tipologia di attrezzatura (un'abilitazione non copre automaticamente ogni tipo di mezzo).

Come è strutturato il corso

Il percorso è articolato in tre parti, con durate e contenuti definiti dall'Accordo vigente:

  • modulo giuridico-normativo: responsabilità, obblighi, quadro di riferimento;
  • modulo tecnico: tipologie di carrelli, componenti, stabilità e portata residua, dispositivi di sicurezza, controlli prima dell'uso;
  • modulo pratico: manovre, movimentazione dei carichi, situazioni tipiche e criticità.

Al termine, con esito positivo delle verifiche, viene rilasciato l'attestato di abilitazione.

L'aggiornamento

L'abilitazione non è definitiva: è previsto un aggiornamento periodico, con una quota rilevante di ore dedicate alla parte pratica. Chi gestisce il personale dovrebbe tenere sotto controllo le scadenze: un attestato scaduto equivale, nei fatti, a un operatore non abilitato.

Le durate e le modalità sono definite dall'Accordo e dai suoi aggiornamenti: quando organizziamo un corso ti diamo il quadro aggiornato al momento dell'erogazione, perché è materia che è già stata rivista in passato.

Perché conviene, al di là dell'obbligo

La parte pratica del corso è quella che si vede sul campo. Un operatore che ha capito come funziona la portata residua non carica un pallet pesante a sei metri "perché tanto il carrello è da tre tonnellate". Uno che ha imparato i controlli giornalieri segnala una perdita d'olio prima che diventi un fermo.

La formazione, in questo senso, è l'intervento di manutenzione più economico che esista: agisce sulla causa della maggior parte dei danni accidentali.

Come lavoriamo in FSI Academy

Organizziamo i corsi per operatori e aziende, con sessioni teoriche e pratiche su mezzi reali. Se devi formare più operatori, la cosa utile da dirci subito è quanti sono e su che tipo di mezzi lavorano: da lì si costruisce il calendario.

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